E' tornata la mia amica Ginebra Vianca e mi ha detto che non sono convincente quando parlo di politica.
"Non è che io non condivida ma stilisticamente non è il tuo campo; ci sono giornalisti, intellettuali, artisti che in questo campo si esprimono in modo molto più interessante".
Ho accusato il colpo, ma mi sono ripreso quasi subito.
Quindi le ho fatto leggere un mio pensiero su Kafka, pubblicato sulla rivista il Funambolo.
I MIEI PROBLEMI CON KAFKA
Kafka a volte mi fa sentire... non lo so.
Spesso mi colpisce per la sua limpidezza e il senso dell'umorismo.
Prendiamo La metamorfosi: che ridere! Un tizio di nome Gregor Samsa si sveglia trasformato in uno scarafaggione e la sua famiglia più che orrore prova imbarazzo, specie quando ci sono degli ospiti a cena.
Il mostro è sconveniente. Qui sta l'umorismo in Kafka.
In genere si trova Kafka angosciante, non comico. E' ovvio che una caratteristica non esclude l'altra, anzi, ma io ci tengo a dirlo: Kafka è principalmente comico.
Hanno detto che Kafka si sbellicava mentre leggeva agli altri i suoi racconti, e io ci credo.
Kafka, perché ridevi?
Non è che pure tu provavi imbarazzo di fronte all'orrore da te stesso scritto, come i famigliari di Gregor Samsa, e così ci ridevi sopra? Risata nervosa?
E pure io, rido forse per superare l'imbarazzo dell'orrore, come i famigliari di Gregor Samsa?
Non so.
Mi è difficile dire chi io sia quando leggo Kafka.
Mi perdo, è giusto, spesso ci si perde leggendo... ma non in modo così sconveniente.
Cos'è che in Kafka fa la differenza?
Se ricordo bene quello che diceva il mio professore, basta inserire un elemento che sconvolga la normalità per creare l'angoscia e/o il riso.
Solo che in Kafka l'elemento anormale è trattato come se fosse normale, e non ha nulla di suggestivo o di simpaticamente surreale come, ad esempio, una mela sulla faccia di un borghese.
Quindi Kafka è uno scrittore realista, non iperrealista.
Tutti ci comporteremmo come i famigliari di Gregor Samsa, credo: si cerca di convivere normalmente con l'orrore, poi ad un certo punto lo si elimina, se si può, e la vita continua.
Io ho dei problemi di coscienza.
Non molto tempo fa ho fatto degli incubi terribili.
Se Kafka fosse ancora vivo gli racconterei qualche pessima barzelletta, e poi lui, ne sono sicuro, scuoterebbe la testa dicendomi:
"Senti questa: la metamorfosi".
E insieme ci rotoleremmo in terra dal ridere.
"Carino" ha commentato Ginebra.
Quanto mi fa innervosire.